Premio In/Arch

Nell’ambito di Arkeda 2019, In/Arch Campania espone le architetture premiate nelle due edizioni Campania In/Architettura 2010 e 2015.

La mostra si riferisce a due edizioni dei Premi Regionali di Architettura, nel 2010 e nel 2015. Campania In/Architettura 2010 è stata, dopo molti anni, la prima edizione di premi regionali di architettura contemporanea, organizzata con l’Associazione Costruttori Edili di Napoli, per le opere  realizzate sul territorio regionale tra il 2004 e il 2009. Poco più di trenta opere selezionate per questa edizione, con una sola opera realizzata in seguito a concorso di progettazione. L’architettura contemporanea comincia a scomparire progressivamente dalla scena urbana dei centri maggiori, concentrandosi prevalentemente nelle realtà più piccole, con una qualità che si abbassa in proporzione all’età dei progettisti. Alla seconda edizione dei premi regionali di Architettura Contemporanea, Campania Inarchitettura 2015, banditi sempre in collaborazione con l’Acen, si registra invece la partecipazione di circa cento opere. Articolati in sei sezioni, dalle nuove costruzioni, agli interventi di riqualificazione dell’esistente, ai premi per i giovani progettisti, agli interventi per gli spazi aperti, ai progetti di interni, con un premio speciale per la sostenibilità architettonica, i premi vengono riconosciuti non solo ai  progettisti, ma anche ai committenti e ai costruttori. Si conferma con la seconda edizione la ridotta presenza di opere di architettura contemporanea nelle realtà urbane più importanti, con una moderata ma significativa vitalità nei centri minori e nelle aree interne della Campania. Sono realtà composite, anche a scale molto diverse, che esprimono storie linguisticamente variegate, con opere di architettura quasi sempre realizzate a fatica, per questo da difendere e valorizzare, e per le quali non è proponibile tracciare una sintesi critica che possa tentare di configurare una matrice comune di scuola o di movimento. I premi ci raccontano in modo più concreto quello che accade nei territori, dove l’architettura sembra rappresentare un incidente di percorso piuttosto che un obiettivo condiviso, a cui bisogna tentare di opporre un cambiamento strutturale che sia, prima di tutto, di natura culturale, che riporti la qualità degli interventi al centro delle scelte e delle politiche di trasformazione urbana, ripartendo da una capacità di pianificare delle amministrazioni pubbliche con un rapporto virtuoso tra piano e progetto, recuperando la centralità del progetto, riprendendo l’istituto del concorso di progettazione come unico strumento di confronto democratico e pre-requisito indispensabile per l’obiettivo e la crescita di una qualità diffusa. Per tutte queste ragioni, premiare oggi l’architettura contemporanea che si realizza nel Mezzogiorno, significa ancora di più sentire la responsabilità di lavorare nella direzione di un profondo cambiamento culturale di tutti i soggetti coinvolti. Organizzare i premi significa per l’In/Arch sollecitare l’opinione pubblica, le istituzioni e la politica a intercettare questo bisogno inespresso della collettività, un bisogno di qualità e di bellezza.